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Area Psicologica
I nostri psicologi dicono che di tutte le parole che il bambino ascolta ce n'è una che riveste una importanza fondamentale: IL SUO NOME
Già alla nascita il nome contribuisce in maniera decisiva alla strutturazione dell'immagine del corpo. Il nome è la prima ed ultima parola in relazione alla propria vita con se stesso e con gli altri. Nome che rappresenta desiderio e legge. È storia e luogo per lo stesso soggetto. Da queste considerazioni la gravità che implica la privazione del nome e la sostituzione con un altro.
Mantenere la clandestinità di qualcosa, occultandola al fine che altri non la sappiano è funesto. E ciò che è funesto rappresenta una forma di terrore che affonda radici nell'antico, nel familiare. Rimanda a ciò che si definisce "il segreto della familia". Il bambino convive con qualcosa che ignora che però gli provoca una percezione inquietante.
Gli esecutori dello sciagurato atto, coloro che conoscono il segreto sono, in un certo modo, insensibili agli effetti dell'orrendo. Loro stessi rappresentano l'atto sciagurato soprattutto se riescono a garantirsi l'impunità a cui ambiscono.
È di fondamentale importanza capire che le conseguenze del sequestro dei bambini colpiscono la società nel suo complesso, quella che in particolar modo nel suo ambito infantile è stata testimone della distruzione dei suoi sistemi di difesa e protezione che lo Stato ha il compito di garantire uno sviluppo sano ed armonico.
La scomparsa, la sparizione di anche solo un bambino per opera dello Stato determina una frattura nelle strutture di sicurezza che l'infanzia richiede.
Diritto all'Identità
Introduzione
La dittatura militare che si insedia in Argentina il 24 di Marzo del 1976 sistematizza una pratica di persecuzione politica inedita, "la sparizione forzata di persone" ed il loro omicidio sucessivo, operato da gruppi specifici nei quali erano coinvolti tutti i settori del potere.
Con la suddetta pratica definita con il nome di "sparizione forzata di persone" e con la instituzionalizzazione di campi di concentramento e sterminio (arrivarono a raggiungere il numero di 465 in tutto il Paese) viene organizzata una modalità repressiva del potere. Tale modello di potere .......è tipico di questo secolo e fu inaugurato dal regime nazista durante la seconda guerra mondiale e funzionò da potere totalizzante, padrone, dunque, della vita e della morte.
Fece della violenza una pratica di vita in cui il terrore e la paralisi destrutturano il tessuto sociale. Il trauma vissuto, vero e proprio genocidio, affetta tutta la comunità convertendosi in un trauma storico.
Genocidio è un termine coniato da Raphael Lemkin, a radice del nazismo, e si descrive come un crimine contro il diritto della gente, sia commesso questo in tempo di pace o di guerra. E' l'esercizio criminale della sovranità statale.
E' necesario interrogarsi su quali siano gli effetti che produce nella dimensione soggettiva questo tipo di trauma storico, con l'aggravante che il potere totalitario non si è mai assunto la responsabilità dell'accaduto, negò la propria pratica burocratica di burocratizzazione della morte. Per loro, infatti, non esistono nomi, corpi, morti, archivi responsabili.
La democrazia da un lato porta alla creazione della CONADEP ed il Giudizio ai Comandanti responsabili dell'Aeronautica, della Marina e dell'Esercito ed ai repressori, dall'altro si firma la Ley de Punto Finale (Legge di Punto Finale), quella della Obediencia Debida (Obbedienza Dovuta) e gli Indultos (Indulti).
Una delle modalità della violenza repressiva è stata la frattura generazionale. Dietro la protezione della "famiglia" si presero alcune famiglie, quelle dei 30.000 desaparecidos e dell'incirca 500 bambini, oggi giovani, appropriati, producendo in tale maniera una rottura nel sistema parentale:
Spariscono uno o piu´membri della famiglia, rappresentanti o varie generazioni.
Come fattore inedito nella modernità queste sparizioni riguardarono minorenni sequestrati con i loro genitori e neonati nati durante la prigionia da madri allora in stato interessante. Questi bambini furono separati dai loro famigliari ed appropriati da persone in maggioranza connesse con il potere militare.
Questa frattura storica negli antenati e nei discendenti crea un gap nella dimensione simbolica, visto che non esistono spiegazioni per i fatti o spiegazioni falsate? che inducono al senza senso visto che impedisce definire l'origine della aggressione, pratica che il potere totalitario utiliza affinchè la responsabilità appaia come proveniente dall'aggredito. Manipolazione di corpi e di discorsi come metodo di distruzione della dimensione soggettiva che induce alla sottomissione.
La solidarietà che si generò intorno a questi fatti permise una forma de organizzazione sociale che produce un punto di rotura nello Stato totalitario, in quanto l'azione delle Madri e delle Nonne nel momento in cui si rendono pubbliche nella Plaza de Mayo rende evidente qualcosa che era destinato solamente ad una dimensione privata, alla dimensione privata del desaparecido, alla dimensione privata della famiglia del desaparecido.
Scenario pubblico all'interno del quale circolano storie rese note dalle Madri e dalle Nonne che invitano ad un riconoscimento dell'accaduto, all'esigenza di giustizia e ad una memoria che sembrava essere allora innominabile.
Posizione attiva che rappresenta un maniera di resistere al potere ed un modo di trasformare la posizione del desaparecido che, sottratto alla dimensione privata ritorna nell'ambito sociale come esigenza primaria di riapparizione con vita e maniera di eliminare l'insensatezza ma anche modo di uscire dalla fragilità psichica per la mancanza di appoggio in ambito sociale.
Dobbiamo ricordare che rimangono ancora desaparecidos circa 500 giovani. Sono i desaparecidos vivi di oggi che vivono "dall'altra parte della parete" nella moltitudine di "campi" (convivenza con coloro che li hanno sottratti) che sono stati disseminati all'interno della società. Desaparecidos vivi sottomessi a permanere nell'ignoranza della loro origine familiare, fondata sull'omicidio dei genitori e sul loro conseguente furto:
Alcuni furono sequestrati con i loro genitori
Altri sono nati in cattività da madri sequestrate quando già in stato interessante. Le testimonianze dei sopravvisuti, di medici ed ostetriche ci dicono che le donne in stato interessante sequestrate partorivano imbavagliate, con gli occhi bendati, mani e piedi legate e venivano indotte al parto o veniva praticato loro un parto cesareo non necesario. A seguito del parto il neonato veniva separato dalla madre ed appropriato illecitamente.
Ci furono bambini abbandonati presso vicini che localizzarono le loro famiglie per restituirli
Allo stesso tempo ci furono vicini che non conoscendo i famigliari protessero i bambini fino a che riuscirono a trovarli attraverso le Nonne di Piazza di Maggio
Altri bambini furono consegnati ad istituzione pubbliche come NN (senza nome) e dati in seguito in adozione. In seguito alcuni di coloro che avevano adottato bambini, sospettando della possibile origine degli stessi, si misero in contatto con le Nonne di Piazza di Maggio. In questi casi si considerò che avendo agito in buona fede fosse possibile mantenere, previo accordo con la famiglia di origine ed in stretto contatto, la convivenza del bambino con la famiglia adottante. Queste situazioni si risolsero senza l'intervento della giustizia.
Ci furono anche vicini che si appropriarono dei bambini impedendogli di arrivare a conoscere la loro vera storia. Questi casi (quando il bambino fu localizzato dalle Nonne di Piazza di Maggio), si risolsero con il ricorso alla giustizia che ordinò, a seguito della prova di istocompatibilità sanguigna, la restituzione alla famiglia di origine.
Ci furono anche situazioni in cui i familiari della linea materna o paterna mantennero il bambino senza comunicarlo, per timore o per il fatto di ignorare i dati dell'altra parte della familia. Ci furono situazioni risolte dall'istituzione ed altre nelle quali, una volta ritornata la democracia, iniziò la ricerca della restante famiglia.
Su questi bambini si esercitò violenza considerando che:
furono brutalmente separati dai loro genitori, visto che non furono abbandonati ma rubati ed appropriati illegalmente
ci fu occultamento dell'identità, incluso cambio di nomi e cognomi, di data di nascita ed in alcuni casi cambio di età, vennero inscenati parti con falsificazione di certificato di nascita
adozioni apparentemente legali, visto che i bambini che furono abbandonati nelle diverse istituzioni e considerati NN, nonostante si sapesse l'origine del bambino
bambini assassinati durante il sequestro
bambini in gestazione assassinati nel ventre materno
tortura, violenze sessuali, vessazioni a donne in stato interessante
convivenza con coloro che si erano appropriati del bambino che ottengono un vincolo fondato sulla sparizione forzata e omicidio successivo dei genitori.
La violenza imposta venne accresciuta attraverso la minuziosa pratica dei sottrattori e degli apparati dello Stato basata sull'eliminazione di ogni legame con la vera origine.
Secondo i dati in nostro possesso, i casi denunciati e documentati sono 250. Dei quali 80 sono stati risolti dalle Nonne di Piazza di Maggio. Attualmente i giovani restituiti sono: 41. 9 i bambini localizzati assassinati, in pratica giudiziaria, 7 ed in convivenza con la famiglia di "allevamento", 14.
Supponiamo, però, che il numero di giovani sottratti sia intorno a 500, visto che in molti casi non si passò ad una denuncia.
Un fenomeno recente è dato dal fatto che molti giovani, dubitando della loro origine, chiedano di essere sottoposti ad analisi. In questi ultimi si sono rivolti all'istituzione delle Nonne o alla Commissione Nazionale per il Diritto all'Identità circa 570 giovani.
PSICOLOGIA E DIRITTO
Con la sparizione sistematica di minori d'età lo Stato Argentino ha violato la Dichiarazione Universale di Diritti Umani approvata dalle Nazioni Unite nel 1948, articolo 1 e 16, Patto Internazionale dei Diritti Economico, Sociali e Culturali approvata dalle Nazioni Unite nel 1966, parte III, articolo 10, il Patto Internazionale di Diritti Civili e Politici approvata dalle Nazioni Unite nel 1966, articolo 23 e 24 e la Convenzione Americana di Diritti Umani, Patto di San Jose´di Costa Rica del novembre del 1960, articolo 17 e 18. Allo stesso modo si violarono, dal punto di vista del diritto interno, diversi articoli della I parte delle Dichiarazioni e Garanzie della Costituzione Nazionale.
Il diritto Penale non ha ancora legiferato sulla "sparizione forzata di persone" anche se in relazione a minori esistono delitti contemplati:
delitto di sottrazione di minore, articolo 146;
delitto di soppressione e supposizione di stato civile, articolo 139;
delitto di falso ideologico in atto pubblico, articolo 292 e 293;
delitto di privazione illegale di libertà, articolo 142.
Durante la instaurazione della democrazia e su pressione delle Nonne di Piazza di Maggio si promulga la legge 23511 nel 1987 che crea la Banca Nazionale di Dati Genetici. In questa Banca si conservano campioni di sangue dei familiari dei casi documentati dal giovane che voglia ricercare la propria identità. Tale Banca ha come obiettivo quello di realizzare rapporti e pareri tecnici, realizzare perizie genetiche su richiesta giudiziaria per determinare l'identità di un minore che si pensi figlio di desaparecidos.
Il governo argentino promulgò due leggi relativi alla política dei Diritti Umani: la legge 23492 del Punto Final (Punto Finale) che stabilisce prescrizione per l'azione penale e la legge 23521 di Obedencia Debida (Obbedienza Dovuta) nell'anno 1987 che limita il giudizio dei delitti commessi durante il Terrorismo di Stato alle alte gerarchie. Fu escluso da queste leggi il delitto commesso per sostituzione di stato civile, sottrazione ed occultamento di identità, delitti molto vicini alla sparizione che però non vengono nominati; dunque le cause penali che si istruiscono per un minore scomparso non vengono contemplate da queste leggi. Inoltre questo tipo di delitto è permanente e quindi non dovrebbe essere soggetto a prescrizione.
All'interno della Convenzione Internazionale per il Diritto dell'Infanzia approvata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 si promosse l'inclusione degli articoli 7, 8 (conosciuti come argentini) e l'11 del diritto all'identità caldeggiato dalle Nonne di Piazza di Maggio.
Vedere Convenzione Internazionale per il Diritto dell'Infanzia
I minori appropriati furono sottratti da un sistema di parentela ed inseriti violentemente in un altro che rinnega quello creato dai genitori. Atto protetto dal Terrorismo di Stato nel quale il trionfo sui genitori desaparecidos deve prolungarsi ben oltre la sparizione. Così il bambino viene sottomesso ad una relazione che rinnega l'accaduto, visto che gli autori del fatto illecito o complici, si comportano come se niente fosse sucesso, sapendo che la relazione si basa sull'omicidio dei genitori.
Per il Diritto il vincolo filiale è un vincolo costituito dalle istituzioni giuridiche. La filiazione è un concetto che deve essere trattato come "principio politico di organizzazione" che permetta l'annodamento del biologico, del sociale e del soggettivo. Non è solo necesario nascere in quanto la vita deve essere istituita. Istituire la vita è fabbricare il vincolo istituzionale; questo è opera della genealogia che permette sostenere il filo della vita e che ricorda al soggetto la sua collocazione nella specie e produce per la societa dell'umano vivo.
La genealogia indica l'insieme dei sistemi istituzionali fabbricati dall'umanità per sopravvivere e diffondersi. Istituire implica la normatività, la cui esigenza sarà l'esistenza di una cornice di legalità che garantisce la conservazione della specie. L'arte di governare, è l'arte di intessere una legalità affinchè nasca una persona, che possa soggettivarsi e fare sì che la vita possa trascorrere fino alla morte. La specie si propone al soggetto umano attraverso la genealogia. È la legge che assegna un padre ad un figlio in virtù della presunzione legale che così la stabilisce. La umanità è la successione di padri e figli e la filiazione è il montaggio della catena umana.
Il diritto romano parla di istituire la vita. Dalla psicoanalisi (teoria che ha permesso di teorizzare i processi di soggettivizazione della persone) mutuiamo le operazioni di soggettivizzazione necessarie affinchè il piccolo organismo si umanizzi.
EFFETTI PSICOLOGICI DEL TERRORISMO DI STATO
La famiglia è l'ambito in cui si sviluppa l'essere parlante e ricopre un ruolo primordiale nella trasmissione della cultura. Il simbolico, che precede la nascita del soggetto, è la funzione ordinatrice della cultura che divide l'uomo dalla natura, inscrivendolo dal principio nel linguaggio, legge fondatrice le cui interdizioni fondamentali sono il divieto ad uccidere ed il divieto all'incesto, e nella struttura parentale che regolano le differenze di sesso e delle generazioni.
Il bambino alla nascita per la sua prematurazione avrà bisogno della funzione materna e paterna per vivere. Ma lo scambio tra la madre ed il neonato non avrà luogo solo nel terreno dei bisogni (alimentazione, pulizia, etc.) visto che le richieste di cura del bambino rivolte alla madre si inscrivono nel linguaggio e si convertono in richiesta d'amore.
Per la madre la sua relazione con il bambino avrà il segno di un interesse particoloarizzato per lui, che è indice di investitura libidinare. In relazione al padre, la sua funzione sarà in relazione al nome del padre ed è vettore di una incarnazione della legge nel desiderio, in quanto proibisce l'incesto umanizza il desiderio ed è lui che, in quanto desiderante, si rende responsabile delle proprie azioni.
Il neonato per costruirsi soggettivamente si identificherà primariamente con i propri genitori, da loro riceverà un segno simbolico, traccia identificatrice che gli permetteranno essere. Verrà marcato con un nome, inscrizione simbolica che non si riduce solo al nome ma include l'etimologia del cognome e la storia familiare, perchè uno si nomina come è stato nominato e al nominarsi nomina la relazione di uno con i suoi progenitori, quella che lo incluse nell'ordine delle genrazioni. Identificazione che è una inscrizione inconscia que ha una eficacia simbolica, che particolarizza ed impedisce la ripetizione dell'identico. In ogni inscrizione si marca il luogo che il soggetto occupa nell'ordine delle generazioni, che è unico e che apre il cammino a nuovi anelli di una catena del sistema di parentela.
È in questo senso che dalla psicoanalisi possiamo pensare all'identità: essere inscrito dai genitori nel sistema di parentela riconoscendo l'uguaglianza e la differenza. Poichè soltanto essendo differente il soggetto puòparticolarizzarsi. Il soggetto non si può pensare nè come autoprocreato nè come identico a un altro visto che al nascere, sostenuto dal desiderio dei genitori, soggettivarsi sarà come prodursi come soggetto nuovo.
Sappiamo che con i bambini desaparecidos si produsse una falsa filiazione protetta nel terrorismo di stato e venne impedito loro il diritto avivere nella loro famiglia. Non ebbero la possibilità di vivere con i loro genitori che furono prima fatti sparire e poi assasinati e nemmeno ebbero la possibilità di essere allevati con i famigliari dei genitori, le loro nonne e nonni, i loro fratelli, i loro zii: coloro i quali non rinunciarono mai alla loro ricerca e alla verità. Denunciarono le sparizioni, la falsità, l'appropriazione, denunciano e reclamano giustizia e diritto all'identità.
Ricordiamo con le Nonne la nostra obiezione e ripudio di fronte gli eventi che produce il terrorismo di stato, è etico. Ciò che è successo è qualcosa che non possiamo accettare, la persistenza di una memoria viva è nostra responsabilità.
Ciò che è successo, lo smantellamento dell diritto delle persone per sparizione ed omicidio e l'appropriazione di bambini, oggi giovani ed ancora desaparecidos ha condotto ad una rottura del sistema umano di filiazione, è un massacro dei vincoli ed una frattura della memoria. È nostra responsabilità segnalare il danno al quale sono stati e seguitano ad essere sottoposti i giovani scomparsi. Nello stesso modo c'è da segnalare e denunciare il danno a cui siamo sottoposti come società.
Sappiamo che nel vincolo che creano coloro che si sono appropriati dei bambini, oggi giovani, funzionano processi di identificazione, non possiamo negare i suoi marchi, le iscrizioni che effettuarono coloro che si sono aggiudicati impunemente le funzioni materne e paterne nella condizione indifesa del piccolo soggetto che ha bisogno dell'Altro per vivere per non cadere nel marasmo e nella morte.
Usurpazione dell'amore che rinnega (in quanto mecanismo perverso) che l'origine del vincolo si basa nella sparizione e nell'omicidio dei genitori e che allevando i bambini come propri consumano un'altra maniera di sterminio, funzionano "come se" niente fosse sucesso e mantengono durante gli anni l'occultamento dell'origine fraudolenta.
L'appello delle Nonne al diritto all'identità non è solo la richiesta di un ordinamento simbolico istituzionale che risponda alla forza della Legge che essendo uguale per tutti fonda una comunità etica e politica. Insistere nella restituzione a questi giovani dell'identità implica il riconoscere quello che è stato vissuto con chi se ne è appropriato, di coloro che furono privati con l'omicidio dei propri genitori e che questo è irrecuperabile. Non si può cancellare magicamente l'usurpazione ed i marchi che nello psichico produssero, però è possibile creare uno spazio per costruire una verità storica che impedisca l'assasinio della memoria.
È dire no alle forme criminali di soggettivazione, è rendere pubblici fatti che si ritenevano privati ed occulti, è esigere una risposta giuridica e sociale. È esigere uno per uno dei loro nipoti che hanno nome e cognome, che hanno un volto così come ebbero un nome ed un cognome i loro genitori, ebbero un volto, una famiglia ed una storia. È esigere un lavoro di storicizzazione dove la relazione tra la memoria e l'oblio possa essere soggettivata in un discorso. Lo stato terrorista trovò nella sparizione forzata di persone la sua principale risorsa di gestione. Far scomparire bambini, privarli delle proprie famiglie, della loro storia, del loro nome, del loro corpo, della loro voce.
La rinnegazione di un origine e di un atto che nella persistenza nel sociale è rinnegazione della rinnegazione. Nel farli sparire per inscriverli come altri si produce un altro modo di filiazione che è l'ottimizzazione razionale della reclusione. Viviamo in democrazia ma la dittatura non è qualcosa di passato fino a quando ci saranno giovani scomparsi ed apparsi in un altro sistema parentale. Walter Benjiamin diceva che gli uomini ritornano muti dall'orrore, senza niente da raccontare. Crediamo che le Nonne di Piazza di Maggio con il loro lavoro tentano di rendere intelleggibili i segni del terrore nel tentativo di risalire??? Di quello che è successo e per mantenere viva la memoria la sua memoria come una lezione che non deve dimenticarsi in tempi in cui si sopporta male la memoria dell'accaduto.
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